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28 Feb

#Maiunagioia

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Se c’è un hashtag che vedo spesso nelle foto della quotidianità dei social, se c’è una frase che sento dire dalla maggior parte delle donne che frequento, se c’è una battuta scontata che mi arriva spesso all’orecchio è questa: Mai una gioia.

A me sta frase mi fa riflettere. Anche un po’ incazzare in realtà. Vediamo di analizzarla insieme così posso esprimere al meglio il mio disaccordo.

Secondo la definizione del vocabolario Garzanti di GIOIA:

1. sentimento di piena e viva soddisfazione dell’animo; allegria, letizia, felicità: gioia grande, profonda, immensa; lacrime di gioia |saltare per la gioia, essere pazzo di gioia, essere fuori di sé dalla gioia, essere contentissimo, felicissimo

2. persona, fatto o cosa che è causa di felicità, fonte di soddisfazione o di consolazione: una bambina che è la gioia della famiglia; le gioie della vita

Una. Non trenta al giorno. No?! nemmeno una nell’arco della giornata? Io non ci credo. E’ solo che spesso passiamo sopra a determinati momenti con disinteresse, poca attenzione, fretta e noncuranza. Non è colpa della vita, è colpa nostra, che non sappiamo vedere. Prendiamo “Il piccolo principe” e la sua più conosciuta ed inflazionata citazione: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi. Il Piccolo Principe era un bambino in cerca di altro rispetto a quello che già aveva. Aveva la capacità di entusiasmarsi tipica dei piccoli e la saggezza di interpretarlo a fine giornata, come a trovare ogni volta una morale, un insegnamento, tipica dei vecchi. Noi siamo molto simili a questo personaggio narrativo in una smania di ricerca di ciò che non c’è o non arriva.  Sempre lì, in preda all’ansia di ottenere qualcosa che non abbiamo anziché godere a pieno di quello che già c’è, che non significa accontentarsi.  Il concetto è molto diverso, è più profondo, è più semplice ancora.

Mai una gioia è un insulto a tutto quello che ci capita in un giorno qualsiasi, che ci fa emozionare, ma siccome ci appare scontato, non ce ne accorgiamo. Il range di sensazioni ed emozioni che viviamo in 24 ore è sicuramente svariato e contrastante, ma se ci pensiamo bene, partendo dal presupposto che più o meno tutti abbiamo le stesse situazioni di vita, la giornata si scandisce così:

  • suona la sveglia e tu hai sonno, sonnissimo, e fuori dal piumone fa ancora un freddo tremendo e alzarsi è sempre un fottuto trauma. Quindi corri a prepararti la colazione in preda ai brividi e le convulsioni da sbalzo termico (NON GIOIA). Assapori il caffè che ti scalda da dentro ed è il momento della doccia, che regoli tra il bollente e il lavico e ti fa subito stare da dio (GIOIA).
  • ti vedi orrenda allo specchio: occhiaie, imperfezioni, capelli bagnati, pallore (NON GIOIA). Ti asciughi i capelli in un pseudo piega, ti vesti come ti piace e ti trucchi, migliorando tutto l’assetto precedentemente visionato nel riflesso. Ti spruzzi il tuo profumo, inali te stessa e le tue particolarità (GIOIA).
  • Entri in macchina, è fredda, accendi la radio, ti butti nel traffico (NON GIOIA). Inizi a sentire il caldino del riscaldamento e alla radio danno quella canzone che ti fa impazzire, canti e balli al semaforo e ridi di te (GIOIA).
  • ufficio, colleghi, doveri, responsabilità. Otto ore così (NON GIOIA). Finisci di svolgere quella mansione a cui da settimane lavori (Non gioia per settimane), che entusiasmo, che soddisfazione; ti becchi il complimento per l’ottimo lavoro dai colleghi o addirittura dal tuo responsabile (GIOIA). Esci dal lavoro esausta ma è l’ora dell’aperitivo con la tua amica.
  • birra fresca (GIOIA), gossip (GIOIA), risate a crepapelle (GIOIA). Torni a casa.
  • Apri la porta e c’è il muso del tuo animale domestico ad accoglierti (GIOIA). Apri il frigo ed è vuoto (NON GIOIA), accendi la televisione e non c’è un programma decente (NON GIOIA). Opti per un buon libro. Ti infili nel piumone (GIOIA IMMENSA), ti addormenti.

Non tutte le giornate hanno dei picchi di estrema felicità ma nemmeno di estrema tristezza e questo ci salva, ci sono periodi migliori e altri in cui va tutto storto, è vero, ma bisogna godere delle piccole cose. Dei tramonti, dei paesaggi, delle persone care che ci circondano, dei piccoli risultati che otteniamo, dello shopping terapeutico, delle assurdità della vita, delle giornate di sole, dei pisolini dopo pranzo, dei pranzi in famiglia e delle chiacchierate con gli amici. E ovvio che a tutto questo possiamo aggiungere gli estremi del caso ma si tratta di periodi, quindi come arrivano passeranno, e in questo sta la possibilità della certa tranquillità.

Sono dell’idea che il #mainagioia non esista, dobbiamo solo imparare a vedere meglio quelle cose che accadono silenziosamente, che ci fanno battere il cuore e quindi…. vedere con il cuore.

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Giorgia Chiampan

Armadi che non bastano più, pensieri che non si fermano mai. Lavora come web editor e digital specialist per brand di moda, beauty e design, le piace un casino ma che fatica star dietro a tutto.

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