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20 Mar

Oh My God : YES! Tecniche masturbatorie 2.0

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Masturbarsi è bello

Masturbarsi è sano

Masturbarsi è giusto.

Ma davvero abbiamo bisogno delle istruzioni?

Da più di un anno in rete gira un nuovo portale (considerato portentoso anche da Emma Watson) per insegnare e “demistificare la masturbazione femminile”: OMGYES. Il sito, fondato da Lydia Daniller e Rob Perkins, ex-coinquilini e compagni universitari, si basa su una ricerca effettuata su larga scala, oltre 2mila donne dai 18 ai 95 anni, e spiega tecniche e vantaggi del piacere e orgasmo femminile (ma dai? davvero VENIRE è bello e fa bene?)

 

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I sorridenti e soddisfatti fondatori di OMGYES

OMGYES è quindi un portale che propone (a pagamento) una serie di spiegazioni tecniche per raggiungere l’orgasmo in maniera più facile e più intensa (niente di nuovo fino a qui, sono centinaia i manuali con lo stesso proposito) ma quello che sorprende maggiormente sono le metodologie con cui propone le sopracitate tecniche.

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Oltre a utili e illustrativi grafici infatti, all’interno del sito possiamo ritrovare una serie di video in cui, una serie di donne, apre le gambe a favor di camera e si tocca mostrandoci praticamente cosa fa per raggiungere l’orgasmo.

Della serie: “Guarda e impara”.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di aiutare le donne e le coppie a migliorare il sesso, a liberarsi del tabù della masturbazione femminile e a raggiungere soprattutto una maggiore consapevolezza di sé.

Ok, va bene, certo non mi scandalizzerò per una vagina all’aria ma davvero serve tutto questo tecnicismo e voyeurismo per ottenere degli orgasmi che ci soddisfino?

Il tabù della masturbazione femminile è una realtà innegabile e ancora oggi molto presente, ma forse avrei trovato un modo differente (forse solo meno esplicito) per abbatterlo. Ma chi sono io per dirlo?

Ad ogni modo, arrabbiata con me stessa per la mia evidente chiusura mentale, ho continuato a navigare su OMGYES cercando di capire fino in fondo perché avrei dovuto acquistare (alla considerevole somma di 29 euro -offerta lancio al posto di 59-) l’accesso al portale. Ma la verità è che più a fondo andavo meno mi sentivo attirata all’idea di acquistarlo.

Oltre ai video infatti, ho scoperto che OMGYES offre anche la possibilità di trasferire -grazie ad una foto- la vostra vagina su schermo e manipolarla direttamente grazie al touch screen.

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INNOVATIVO EH? (immagine esemplificativa)

Ok, ma io che la mia vagina ce l’ho tra le gambe che vantaggi reali posso avere da un’esperienza di questo tipo?

“Vibra quando tocchi il punto giusto!” dice esaltata una ragazza in uno dei video di presentazione.

Ok, di nuovo, ma non è meglio “vibrare” personalmente?

Davvero far toccare al/la tuo/a partner la tua vagina su uno schermo riduce l’imbarazzo che si può provare nello spiegare come si vuole essere toccate?

Probabilmente non sono il target a cui loro puntano, non lo so, a me è sembrato solo molto strano.

E poi, quante volte nonostante si faccia esattamente quello che serve, l’orgasmo non arriva?

Come negare il collegamento (talvolta scomodo e noioso) tra la nostra vagina e la nostra testa?

Se l’intento fondante del sito è avviare una discussione sulla masturbazione è sicuramente efficace, quanto invece all’effettiva efficacia del servizio e alle metodologie con cui viene proposto ho delle sincere perplessità.

Ma forse è perché non l’ho acquistato, forse quei 30 euro potrebbero mostrarmi una via che a 30 anni ancora non ho trovato.

Non lo so, ma dubito.

La fondatrice del sito sostiene che OMGYES sia come “una chiaccherata con amiche di mentalità aperta”. Orbene io di mentalità aperta lo sono sicuramente, le mie amiche anche, di masturbazione, sesso e tutto quello che ne consegue abbiamo sempre parlato ma certo non mi metto a gambe aperte con loro a far vedere come mi masturbo. 

Credo che la cosa più importante sia farlo, sapersi ascoltare e aver voglia di conoscersi, e soprattutto, di volersi bene.

E nel caso fortunato che lo si faccia con un/a partner PARLARE, COMUNICARE, trovare il coraggio e la spudoratezza per raccontarci e mostrare cosa ci piace e come vogliamo essere toccate. Magari poi farlo direttamente sulla propria vagina, e non su uno schermo.

Detto tutto ciò: MA Voi che ne pensate?

Magari la retrograda sono io.

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Irene Pollini Giolai

30 anni, molte passioni, pochissime certezze. Prof, maestra di sci, ex paracadutista e opinionista (a LoveLine rasata a zero per l’occasione), aspirante sceneggiatrice e cuoca a tempo perso. Adoro parlare quanto ascoltare, forse di più scrivere. Nata a Bassano, cresciuta a spasso tra le montagne dell’Alto Adige, laureata non troppo lontano da lì. Berlino, Milano, Roma per poi tornar da capo.

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