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27 Giu

LA BELLEZZA DELLA FATICA

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Ogni giorno è un giorno nuovo e migliore per correre più veloce, nuotare più forte, pedalare più rapido. Ogni giorno saliamo in sella o ci infiliamo il costume, talvolta solo per la voglia di farlo. “Perché lo fai?” è la domanda che ci viene rivolta più spesso. Perché ci piace. E non centra nulla con la forma fisica o con il fitness, è una questione di testa.
Magari non lo facciamo per una competizione, magari lo stiamo facendo solo per noi. Migliorare i tempi, migliorare la forza fisica magari significa solo migliorarsi come persone.
La seconda domanda è invece “Dove trovi il tempo?”. Essere un atleta è semplice. Non importa, alla fine, quanto vai veloce. Tutto ciò che conta davvero, è che devi farlo.

 

 

Gli studiosi di resilienza affermano che chi fa sport di durata incontra la fatica sulla strada, prima o poi. Ma imparerà a gestirla.
Sentiamo sempre le donne parlare della pressione sociale, del voler apparire giovani, della fatica della bellezza, ma perché non si sente mai una donna parlare della bellezza della fatica? Noi donne siamo quasi tutte fatte così. Ci alleniamo, in silenzio, lavoriamo sodo, miglioriamo, ma lo facciamo quasi nascoste. Moltissime volte anche da sole.

 

Fisiologicamente, la fatica è la risposta del corpo a un pericolo preciso, l’esaurimento del glucosio cerebrale. Basta che il cervello avverta un calo nella disponibilità dello zucchero di cui necessita per far funzionare tutta la baracca che lanci un allarme sotto forma di senso di fatica. Ecco perché coach e nutrizionisti consigliano di mangiare poco e spesso durante lunghi allenamenti.
Psicologicamente invece la fatica è lo stato in cui la testa riconosce un limite ma non si ferma, anzi lo insegue. Il limite continua a spostarsi e la fatica diviene il compagno di viaggio costante fino all’arrivo: il miglioramento. La fatica diviene quindi esperienza.

 

Le donne sportive non parlano mai di tutto questo, preferiscono correre e pedalare, in silenzio, lontane dai pregiudizi. La prima motivazione alla base è che hanno infatti paura di mostrarsi inadeguate, di essere lasciate indietro, di mostrarsi poco esperte.

 

Strava è la più famosa App per gli sportivi, ma anche per i meno sportivi, che conteggia chilometri, velocità, ti scandisce il tempo degli allenamenti e tiene traccia dei tuoi miglioramenti. Un anno fa con la campagna “Strive” ha voluto celebrare con una serie di video il mondo di chi si allena ogni giorno, con un occhio speciale alle sportive rosa. Io l’ho rivisto pochi giorni fa e ho voluto dedicare un pensiero a tutte voi, quasi un inno, che correte, nuotate, pedalate in silenzio, non lo fate per qualcosa in particolare ma per seguire la sola musica della vostra passione.

 

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Agnese Zampieri

Gira per mari e monti, plurimedagliata nella disciplina della chiacchiera agonistica, insegna vela ai bambini, scia, nuota, twitta, legge, scrive, lecca la linguetta dello yoghurt, divide le persone in categorie. Nel tempo libero si diletta nel magico mondo della pubblicità milanese. Di gran lunga una delle vite più incasinate che lei stessa conosce. "Non siamo vivi per essere calmi. Siamo onde, che non esistono se si fermano". Astenersi perditempo.

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